category: rovelli
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Non c'è proprio niente da ridere. Le grasse risate sono quelle che si stanno facendo due miei colleghi, l'urlatrice e il pretino. Lei si eccita quando le torna qualche conto (le compensazioni, alle volte, nella vita
), lui se la ride alla grande con le battute da ingegnere che a me fanno venire prurito alle unghie.
Stanno vedendo una presentazione per domani, sarà il grande giorno del corso, anzi, del corsONE, ci sono un bal po' di iscritti e si farà un figurONE, col manualONE, dopo questo lavorONE. È tutto in ONE, anche il capo.
Adesso la frase che ha scatenato la risata fieramente compiaciuta è "la simulazione è più tranquilla", pronuciata dal pretino. No, ditemi, sono io che non capisco? Forse io sono inacidita, sarà per questo che non mi sto divertendo per niente. Sarà.
Beh, io proprio non li reggo. Metto un paio di tratti di descrizione, solo fisica.
Lei ha i capelli unti e mangia con la bocca spalancata. Mentre mastica, intendo. Ha una somiglianza sconvolgente con una brigatista abbastanza famosa, nella foto segnaletica. Parla con un volume che fra un po' quelli degli uffici vicini chiedono le barriere antirumore.
Lui si muove più o meno come Totò burattino. E continua a toccarsi le mani una con l'altra, facendo combaciare le punte delle dita. Oppure le tiene giunte, con le dita tutte incrociate, e appoggiate sulla pancia. Non cammina, saltella. Ride senza ragione.
E io fra un po' me ne vado a casa, a smaltire la dose quotidiana di nervoso.


