Recupero scarabocchi di lunedì sera e li metto qui...
Finesettimana un po’ turbolento ma del tutto positivo.
La notizia più bella riguarda C., che sabato sera ha visto realizzarsi una situazione che le sembrava impossibile solo un paio di mesi fa, poco prima di essere dimessa dalla clinica dove l’hanno egregiamente aiutata a uscire dalla fangosa depressione in cui era scivolata verso la fine dell’estate e precipitata dopo la nascita di S. Sabato sera c’è stato il battesimo e domenica pomeriggio la festa, le famiglie riunite, il sorriso sincero e aperto di C. che finalmente non vede più fantasmi ma solo gli splendidi e cristallini occhi azzurri del suo capolavoro.
E poi riunione familiare abbastanza rilassata, una trentina di persone, ricchi premi e cotillons.
Stasera in macchina le mani tenevano il volante e cambiavano le marce, i piedi si muovevano sicuri fra freno, frizione e acceleratore e la testa era libera di vagare nelle riflessioni intimiste da cambio di stagione.
Ripensavo al giardino di casa mia, con quel melo tutto storto a forza di schivare quel bullo del fico, che sa di essere tale e ostenta i suoi rami ricurvi che fra poco si copriranno di foglie tutt’altro che pudiche, vedevo i ciliegi che si sono arrischiati a fiorire un pochino mentre l’albicocco non si fida tanto di questo aprile che magari gli fa un brutto tiro con una ghiacciata notturna. Ho camminato fra le viole finte, che hanno colonizzato mezzo prato, mentre quelle vere, con il loro profumo di cioccolata, se ne stanno ritirate nel loro sdegnoso isolamento sulla rampa sotto la siepe.
La magnolia è nel pieno della fioritura, è la regina del giardino che però in due giorni perde tutta la sua effimera e sfacciata bellezza…alla fine la preferisco quando è coperta di sole foglie; allora si vede davvero che è una signora, e non una volgare donnona troppo truccata.
Lungo la strada ho passato il lago che stasera aveva riflessi viola nella luce dopo il tramonto, quando già la corona di montagne contro il cielo sembrava un negativo, il soggetto scuro e lo sfondo bianco.
Questa primavera è troppo desiderata e troppo timida, come il primo bacio, tanto aspettato e immaginato da rimandarlo ancora proprio quando sembra il momento giusto.
Questa primavera che non arriva me le sto godendo fino in fondo.


