category: x la stessa ragione del viaggio
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Da una settimana, a dire il vero. Ma poi sono andata direttamente a Roma per lavoro e oggi sono qui, sola in ufficio, a sciogliermi di caldo e a cercare di fare passare il raffreddore beccato con l'aria condizionata di Francoforte.
La spedizione africana è stata molto diversa dalle altre volte. Quello che mi resta non sono le immagini dei paesaggi, a parte qualche classico tramonto sullo Zambesi, ma le facce e gli occhi delle persone che ho incontrato. Non credo possa durare ancora molto, forse neanche qualche mese, ma in quel posto c'è ancora qualche briciolo dell'innocenza dell'umanità, facile da intuire dietro il degrado delle malattie, le minacce del benessere, i ricordi laceranti della guerra che dopo quindici anni lascia ancora dei segni. L'innocenza che a volte si mescola con l'apatia, con la mancanza di decisioni, con l'affidamento supino alla volontà di altri, agli aiuti di altri.
Forse le prime avanguardie di una generazione nuova di uomini e donne non più schiavi stanno nascendo, ma fanno comunque una grande fatica a liberarsi dal vischio di superstizioni e clientelismi che sono la malattia mortale del continente.

