giovedì, 07 dicembre 2006
author: Martinique8 @ dicembre 07, 2006 17:51
category: giovinezza, sensescion, x la stessa ragione del viaggio
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Oggi su Repubblica si parla dell'anniversario dell'istituzione dell'Erasmus.
Otto anni fa stavo preparando un po' di bagagli per tornare a casa con le lacrime agli occhi, nel gelo del circolo polare artico stavo per finire una delle esperienze che più mi hanno scaldato il cuore. Un po' di nostalgia, molti sorrisi ripensando a quei mesi belli, esagerati, emozionanti che hanno dato una svolta decisiva per farmi diventare come sono. Ho imparato ad avere la curisità di sapere qualcosa di altre culture e ad essere consapevole che potevo ricevere anche delle risposte spiazzanti. Tipo quelle che mi dava I. da Singapore, che ho sentito la settimana scorsa. L'amicizia dura ancora, attraverso gli anni e i meridiani.
mercoledì, 06 dicembre 2006
author: Martinique8 @ dicembre 06, 2006 12:12
category: giovinezza, sensescion
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In meno di una settimana ho saputo di bambini in arrivo. Notizie molto belle che mettono i lustrini negli occhi dei papà (che mi hanno comunicato le notizie) e che regalano sorrisi in queste giornate farlocche di inverno finto.

E oggi è San Nicolò, non me ne ero quasi ricordata. Eppure questo giorno segnava l'inizio del periodo più eccitante dell'anno. Il 5 dicembre si partiva a ranghi compatti dalla casa di mia nonna, armati di campanelli o altri oggetti tintinnanti per fare il giro dei negozi e dei bar del paesello. Si raccoglievano caramelle, noccioline, carrube (addirittura...che tristezza, era stata quella brutta vecchia della sorella del medico, tirchia che di più non si poteva!), adesivi, penne, trasferelli (che gran colpo di culo...la cartoleria appena inaugurata avva fatto le cose in grande). E poi via di corsa, a scappare da "quelli delle medie", temibli scippatori di borse di San Nicolò, rifugiarsi nella corte della nonna, salire urlando lungo le scale e versare il bottino sul tavolo della cucina.
La sera, a casa, io a mia sorella mettevamo il piattino di sale e farina sulla terrazza, per l'asinello.
La notte dormivamo nello stesso letto, perché mia sorella un anno l'aveva visto, San Nicolò, in cucina. Con tanto di vestito vescovile, barbone bianco e pastorale. Che paura. Ovviamente una delle sua tante balle...ma ci credevo un po', pur essendo più grande.

E la mattina di San Nicolò...che meraviglia. Arrivare in cucina per fare colazione e vedere sul tavolo una montagna di arachidi, mandarini, coccolatini, torroncini e poi qualcosa per il papà, tipo un paio di calzini, e qualcosa per noi due, penne colorate, tazze, un berretto...siamo sempre state tra le bambine privilegiate da cui passava San Nicolò, perché era abituato a casa della nonna, dove c'erano bambini e bambine e non si facevano distinzioni di genere.

Così arrivava anche Santa Lucia, una settimana dopo. Quella faceva più paura di San Nicolò, essendo senza occhi. Tremendo, guai ad alzarsi di notte, con il rischio di incontrarla in corridoio. E in quel caso il regalo era un po' più sostanzioso, come ad esempio il DAS con le formine dei Puffi. Da giocarci tutta la mattina, l'anno che ho avuto la fortuna spropositata di essere ammalata il giorno di Santa Lucia. Dopo venti e più anni mia sorella non me l'ha ancora perdonata.

Halloween: principianti!
lunedì, 04 dicembre 2006
author: Martinique8 @ dicembre 04, 2006 12:15
category: sensescion
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Darling, quanto sono contenta che ti pubblichino l'articolo!!! Hai visto che alla fine è andata?