lunedì, 04 febbraio 2008
author: Martinique8 @ febbraio 04, 2008 11:11
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Sto sviluppando un'idiosincrasia per una categoria professionale: artigiani e simili, cinquantenni e dintorni, di cui io sia cliente.
Più del 90% delle persone con cui mi confronto per lavoro è costituito da uomini: tecnici, operai, ingegneri, ricercatori, funzionari. Complice il mio dialetto perfetto non ho mai avuto nessun problema a risolvere problemi, a far eseguire lavori, a trovare soluzioni a questioni tecniche, a farmi ascoltare e prendere sul serio nonostante (!) il mio aspetto gentile, la mia altezza ridicola, i miei modi educati.
Ho trovato tecnici che eseguivano le modifiche richieste da me, operai che hanno scavato dove e come dicevo io, professionisti che discutevano con me su aspetti tecnici di qualsiasi tipo.
Eppure, lo scoglio insormontabile è farmi ascoltare dagli artigiani che stanno ristrutturando casa mia. Niente da fare, quello che dico io non vale niente, zero, ridicolo.
1) Ho passato mezz'ora a discutere con un camionista che doveva scaricare un container per rifiuti inerti dicendogli che visto il tipo di mezzo che aveva e viste le caratteristiche del parcheggio il container andava messo LI' e in quel verso, che la manovra andava fatta in QUEL modo. Niente di niente. Alla fine è arrivato il muratore, che ha spiegato la manovra da fare (esattamente QUELLA). Certo, benissimo, non c'è problema. Brum, giù il cassone, a posto, chiamatemi quando lo devo venire a riprendere.
2) Due settimane fa ho visto l'architetto con l'artigiano che deve fare la scala. All'artigiano ho chiesto i tempi per fare il lavoro, è stato sul vago. Ok, comunque io ti chiamo per vedere quando sai dirmi qualcosa di preciso, mi raccomando, è il lavoro che vincola la posa del pavimento e quindi una serie di altre cose. Ah ah, la donne sono sempre scassamaroni...ah ah.
Martedì scorso lo chiamo: ah, alla fine hai recuperato il mio numero...guarda questa settimana ho un sacco da fare, chiamami lunedì così ti so dire i tempi e il prezzo.
Stamattina, lunedì: pronto, sono io, mi sai dire di quella scala? Ah, sei tu...guarda ieri ho fatto festa, come tutti gli italiani, sai ho diritto anch'io a fare festa...come tutti gli italiani. Chiamami una di queste sere. Clic.
Ieri? Festa? Ma se ti ho chiamato una settimana fa??? Fra una settimana fa e oggi non c'era solo ieri!

Il fatto è che non mi rompe tanto, o non solo, il ritardo e l'imprecisione, quanto il tono e l'atteggiamento. Quel modo di dire "signora" con sufficienza mi manda letteralmente in bestia.

Oggi è incominciata male...