In ufficio, con la neve che cade. Stamattina, quando ho sentito il silenzio profondo della casa in montagna, sono scivolata ancora più a fondo sotto la trapunta. Non ci potevo credere che fosse già mattina, e che per me volesse dire ufficio. I listoni di legno silenziosi sotto i miei piedi che sentono tutte le venature del larice, le lucine biache sulla fioriera riempita di rami d'abete rosso, la grande porta vetrata che incornicia il lungo prato acclive completamente coperto di neve e, giusto nel centro, il frassino spoglio e nero...tutto mi suggeriva che è pura follia lasciare quel posto, quella calma, quel calore per sbrinare il parabrezza, caricare libri e valigette, accendere la ventola che riempie di polvere l'abitacolo. Eppure, con sforzo immmane e un nervoso crescente, ho fatto tutto. Ho risposto male alle tre domande che mi sono state rivolte, mia mamma ha capito che i nervi erano a fior di pelle e ha lasciato perdere.
Non credo fosse una giusta prudenza quella che mi ha fatto percorrere la decina di km di strada dalla montagna al paese in seconda e alla velocità di 20-30 km all'ora...era, ne sono sicura, rifiuto inconscio di dover percorrere gli altri 40 km, sulla statale perfettamente pulita per parcheggiare lungo il viale ingrigito e arrivare qui.
Ovviamente in ufficio c'erano i soliti volti amici, il pretino, l'urlatrice, il capo supremo. E la mia angoscia di dover tirare i remi in barca e dare una mossa alla mia tesi.
Il giorno di Natale è stato più o meno simile agli altri Natali, tutta la famiglia a tavola, a gestire come dgli equilibristi i piccoli attriti che si sono ersi evidenti in quesro ultimo anno. Ma è andata bene. Meglio, forse, il giorno di Santo Stefano. Solo in nove, a mangiare gli avanzi deliziosi del giorno precedente. Vabbé, adesso sparo qui il menù: crostini con formaggi e frutta secca, formaggio e speck, formaggio e radicchio come antipasto. Il primo era un brodo di carne clamoroso con crostini di milza...a me la milza non piace, doppia razione di brodo, quindi. E poi germano, oca e faraona al forno. E tarocco di sua Eccellenza la torta della signora Carlotta...tarocca perché non era the original one, che richiede uno sforzo di braccia immondo.
Questa neve, intanto, è tarocchissima: non attacca per niente.
Io, intanto, devo attaccare a scrivere un altro pezzo.